Ma siete proprio sicuri che il problema sia Ancelotti?

Ma siete proprio sicuri che il problema sia Ancelotti?
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La nuova rubrica di redazione, a cura di Francesco Esposito, non poteva non partire dal grande tema di questi giorni: è tutta colpa di Ancelotti?

1. Rimproverate ad Ancelotti (e io in parte continuo a non pensarla così) di non aver saputo dare un’identità tattica alla squadra, di vincere solo con folate dei singoli (e quindi coi toppleièrs) e di mettere i calciatori fuori ruolo. Se pure questo fosse vero e quindi ammesso e non concesso che la crisi del Napoli abbia origini di questo tipo, sul serio credete che Allegri (quello del “corto muso”, quello del “palla a Ibra che qualcosa succede”, quello di Mandzukic ala, Matuidi terzino ed Emre Can nella difesa a tre) possa essere una soluzione efficace, prima ancora che praticabile? Non vi sembra una contraddizione in termini?
2. Rimproverate ad Ancelotti (e qui sono più d’accordo) di aver perso il polso della situazione e la presa sul gruppo. Dopo l’ammutinamento, questa sensazione si è sentita ancora più forte. Ed in particolare, sono oramai mesi che dopo un inizio promettente (e mi riferisco all’inizio della gestione Ancelotti) il rapporto tra il tecnico di Reggiolo e alcuni calciatori, su tutti il capitano del Napoli, è sotto la lente di ingrandimento. L’ambiente è incandescente: tengono banco gli improbabili rinnovi di Callejon e Mertens e le lunghissime trattative per quelli dei due polacchi. Anche le situazioni di Allan, sedotto e abbandonato dal Paris Saint Germain, e di Hysaj, forse in qualche modo minano la serenità del gruppo. E però, se dovessi trovare un difetto a Spalletti non avrei dubbi, visto che ha contribuito significativamente a sfasciare prima lo spogliatoio della Roma, col caso Totti, e poi quello dell’Inter, col caso Icardi e non solo. Sicuri che gestirebbe una situazione così delicata meglio di Carlo Ancelotti?
3. La rosa del Napoli è molto forte, per molti è la migliore dell’era De Laurentiis, ma contemporaneamente, e questo rischia di diventare un limite, è costruita secondo inclinazioni, indicazioni ed ambizioni dell’attuale guida tecnica: il Napoli ha, vista la scelta di Ancelotti di non puntare su “specialisti”, solo quattro centrocampisti, di cui solo uno con caratteristiche spiccatamente difensive. Può contare invece su un numero industriale di ali, tutte con caratteristiche diverse. Ed ha un problema serio sull’out difensivo di sinistra, come dimostra il rispolvero dell’onesto faticatore albanese (che il suo, a differenza di altri, lo fa sempre), da tempo al di fuori dei piani societari: Ghoulam è un caso, Mario Rui ha a più riprese dimostrato di alternare prestazioni maiuscole a défaillance inspiegabili. Siete sicuri che un altro allenatore con una rosa forte ma cucita a piacere di Ancelotti possa fare meglio e salvare la stagione?
4. Il Napoli ad oggi è una squadra preoccupantemente scostante. I reparti sono talvolta slegati e la difesa - nonostante nelle ultime gare abbia preso gol quasi solo su calci di rigore e calci piazzati - dà spesso l’impressione di essere perforabile. E questo è imputabile all’allenatore. Ma, perdonatemi, a Genk e in casa col Salisburgo - tanto per fare un esempio, ma l’elenco sarebbe lungo - chi ha sbagliato trilioni di colpi di testa nell’area piccola e numerosi rigori in movimento tra pali, traverse e svarioni? Ancelotti o i nostri calciatori?
5. O voi, critici austeri e militanti severi, avreste usato parole così forti se - per esempio - le sliding doors della stagione non si stessero tutte chiudendo in faccia ai partenopei? No, perché resterebbero da risolvere molti problemi, ma magari senza l’autogol di Koulibaly allo Stadium e senza la lunga serie di pali, traverse e torti arbitrali (anche sabato sera c’era un rigore palese per il Napoli), probabilmente la classifica sarebbe molto diversa e direbbe altro. Ci si ostina a dire che gli episodi nel calcio non fanno la differenza... beh, io penso che se avessimo meritatamente vinto contro l’Atalanta e contro il Cagliari, per dirne due, oggi non ci starebbero suonando la marcia funebre. Piove sul bagnato, e se non deve diventare un alibi manco si può far finta di non vederlo.

Insomma, prima di chiedere la testa di Ancelotti - che ha, si intenda, responsabilità chiare ed evidenti - ed un cambio di panchina a stagione in corso, credo che bisognerebbe porsi seriamente delle domande e che andrebbero quantomeno fatte una serie di valutazioni, anche sulle papabili alternative, con lucidità. Perché quando le cose non vanno, e non solo nel calcio, ci sono due strade: mettersi a cercare colpevoli e organizzare processi sommari, e dopo aver visto una partita aberrante come Napoli - Genoa è comprensibile, oppure lavorare a testa bassa per capire l’origine dei problemi e risolverli. E io credo che per problemi complessi non esistano soluzioni semplici.

 

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