Ritorno sulla Terra

Ritorno sulla Terra
0
0
0
s2sdefault

Forza Ringhio, sei tutti noi

“Sono veramente felice ed onorato di allenare la squadra di una città unica sostenuta da un tifo impareggiabile”. In cinque lingue. Uànema. Fu un brivido lungo la schiena, molti erano sospesi tra sogno e realtà.
Non neghiamocelo: tutti abbiamo pensato che De Laurentiis avesse deciso, con quella scelta così forte, che arrivava dopo i novantuno punti di Maurizio Sarri, di fare un ulteriore step, di tentare il salto di qualità, di provare a spingere il motore del Napoli oltre i suoi limiti, ingaggiando uno dei tecnici più vincenti della storia del calcio, una leggenda vivente. Una spinta su cui si è continuato ad insistere ancora questa estate, a suon di dichiarazioni in pompa magna ed anche a suon di acquisti (e tentati acquisti) importanti, Manolas e Lozano (...e quel James che è stato ben più di un sogno di mezza estate) su tutti.
Tante delle aspettative sono state disattese sul campo, inutile negarlo. E quando lo stesso ADL dice pubblicamente che lui ed Ancelotti hanno lavorato insieme coltivando un sogno, svegliandosi all’improvviso, sembra dare un timido segnale di resa. Credo che sia stato percepito troppo forte il pericolo di non entrare nella prossima Champions, dimensione oramai consolidata del Napoli, senza una scossa del genere all’ambiente. Pericolo più forte dell’ambizione di arrivare con un po’ di fortuna, e con Ancelotti in panchina riponevo più di qualche speranza, più avanti nella massima competizione europea, magari a quelle semifinali raggiunte dalla Roma di Di Francesco e dall’Ajax di Ten Hag.
Ed è quindi con stato d’animo opposto e con una certa freddezza che da tifoso del Napoli accolgo Gattuso, che pure mi è sempre stato simpatico. Non porta certo con sé 3 Champions League e decine di titoli, né da solo a differenza di Ancelotti è garanzia della serietà e delle velleità di un progetto tecnico e societario. Ma porta freschezza, abnegazione, idee ed umiltà in un ambiente che ne aveva bisogno. In un ambiente che aiuta a crescere e che spesso rende grandi. Ricordo ancora l’aria di smobilitazione che non riuscivo a fare a meno di percepire quando Sarri sostituì Benitez e dal mercato arrivarono Hysaj, Allan e Valdifiori... da quel “letame” nacquero fiori. Non credo che la storia possa ripetersi, e credo anche che le condizioni siano profondamente diverse. Ma da oggi Gattuso è il mio allenatore e non gli mancherà il mio sostegno. Lo stesso sostegno che ad Ancelotti è mancato troppo spesso.
Forza Ringhio, sei tutti noi.

 

VUOI ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE SPORTIVE DE IL GRANATA?
CLICCA IL BANNER QUI SOTTO E METTI MI PIACE ALLA PAGINA FACEBOOK



® IL GRANATA 2019 - Riproduzione riservata

 

 
 

 

  

Per offrirti una migliore esperienza questo sito fa utilizzo di cookie, anche di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie. Per saperne di più o modificare le tue preferenze consulta la sezione Cookie Policy